Tu sei qui: Home Archivio Sentenze commentate Giurisprudenza Comunitaria
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Cerca

Eulabour -portale di diritto del lavoro comunitario

Giurisprudenza Comunitaria

E-mail Stampa PDF

Sentenza della Corte Giustizia (terza sezione)
23 aprile 2009

La Corte di giustizia è stata chiamata, ancora una volta, a decidere una controversia concernente la tutela dei lavoratori a tempo determinato nel pubblico impiego greco.

Questa volta, però, la lite verte su una questione soltanto sfiorata nelle sentenze Adeneler e Vassilaki[1]: il divieto di reformatio in peius. Ed è una decisione che, come rileva l’avvocato generale KOKOTT, avrà una rilevanza ben al di là della sola Grecia anche per le correzioni di rotta (ancorchè parziali) operate in relazione alla criticatissima sentenza Mangold[2].

I fatti di causa possono così riassumersi.

Le ricorrenti, nel 2005, stipulavano un contratto di lavoro di diritto privato della durata di 18 mesi con l’Organismos Nomarchiakis Rethymnis (ente territoriale del settore pubblico).

Nessuno di essi veniva prolungato o rinnovato alla sua scadenza.

Le ricorrenti, ritenendo che l’attività esercitata nell’ambito dei suddetti contratti fosse destinata a soddisfare esigenze permanenti e durevoli del loro datore di lavoro, adivano il Tribunale monocratico di Rethymnon allo scopo di far dichiarare che si trattava di contratti di lavoro a tempo indeterminato e di ottenere la condanna dell’ente territoriale ad assumerli in virtù di detti contratti.

Il giudice greco, nel suo lungo ed intricato catalogo di questioni, chiedeva, in sostanza, alla Corte di giustizia se la normativa greca fosse conforme all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato. In particolare chiedeva se il legislatore greco, avendo escluso i soggetti che hanno stipulato un solo ed unico contratto di lavoro a tempo determinato dalla tutela contro gli abusi di cui al decreto presidenziale n. 164/2004, avesse compiuto una trasposizione non corretta della direttiva 1999/70, in quanto detta esclusione avrebbe potuto comportare una riduzione del livello generale di tutela dei lavoratori a tempo determinato contraria alla clausola 8, n. 3, dell’accordo quadro, dato che l’art. 8, n. 3, della legge trovava applicazione sia ai contratti stipulati per la prima e unica volta, sia ai contratti successivi.

Per risolvere il quesito, la Corte di giustizia ha dovuto affrontare una serie di complesse problematiche che, di seguito, esaminiamo.

 
 

Utenti Online

0 utenti e 22 ospiti online